Problem Solving Creativo in Classe

Cosa è il problem solving creativo?

Il problem solving è l’utilizzo dell’immaginazione per la soluzione di un problema quando le formulazioni e i processi convenzionali falliscono. La definizione che tuttavia preferisco è quella che viene riportata anche su Wikipedia:

Il problem solving creativo è il processo di ricerca di una soluzione originale e nuova ad un problema

Il processo per giungere a tale soluzione su sviluppato originariamente da A.Osborn e S. Parnes negli anni 50 ed il loro lavoro ha dato vita a tutta una serie di altre ricerche su quello che si definisce pensiero laterale.

Come docenti possiamo utilizzare questo tipo di approccio per riuscire a motivare e incoraggiare gli studenti spingendoli verso il conseguimento delle competenze tecniche, comunicative e metacognitive che confluiscono poi nelle competenze chiave di cittadinanza, recentemente rivista in una raccomandazione del 22 maggio 2018

Come insegnare il problem solving creativo?

Il problem solving creativo ha una definizione abbastanza fumosa e sicuramente l’introduzione in classe di un approccio di questo tipo comporta una grande sfida, tuttavia questa sfida può consentire di aumentare di molto l’efficacia dell’approccio alle discipline e anche l’aspetto dell’interdisciplinarità delle attività potrebbe essere un vantaggio per la qualità della didattica e la ricaduta positiva sugli studenti.

Una soluzione creativa è una soluzione che utilizza componenti già esistenti in modo diverso (pensiamo alla possibilità di utilizzare approcci già visti per risolvere nuovi problemi in discipline quali matematica o fisica). Una soluzione creativa non per forza deve essere quindi innovativa, l’unica richiesta è che risolva il problema e lo faccia in modo efficace.

I principi fondamentali del problem solving creativo in classe

Nella teoria del problem solving creativo possiamo identificare alcuni elementi fondamentalli che possono essere una utile indicazione per definire poi le strategie da adottare in classe

Più che fornire processi risolutivi, è utile fornire agli studenti gli strumenti per poter ideare una loro soluzione o proporre un approccio personale al problema. La parola del docente non è legge, tutti possono partecipare e collaborare in modo creativo proponendo una idea o facendo osservazioni (in modalità brainstorming).

La cosa essenziale per questo tipo di approccio è che la soluzione si vada a costruire come somma di idee concorrenti di menti che guardano al problema in modo libero e diverso.

Nessuno va a giudicare come giusta o sbagliata una idea: Le idee si argomentano e si criticano ma tutto in modo positivo e costruttivo. Sarà il promotore stesso di una idea, sentite le osservazioni, a comprendere di aver proposto qualcosa di non adatto al problema che si sta risolvendo.

Non esistono problemi in questo tipo di approccio perchè i problemi sono una occasione per affrontare una nuova questione e cercare una soluzione. Il processo di brainstorming che porta alla soluzione è una opportunità di confronto e crescita tra tutti i partecipanti.

La definizione della soluzione avviene attraverso una sequenza di raffinamenti sucessivi.

Strategia del problem solving creativo

Ecco un elenco di passi da realizzare per poter analizzare un problema utilizzando le tecniche del problem solving creativo:

  • Identificare il problema: è essenziale comprendere lo scopo della attività che si sta per iniziare, identificando il problema e le eventuali criticità (di cosa abbiamo bisogno? cosa non sappiamo ma potrebbe esserci utile?)

  • Capire il contesto: un problema senza contesto è inutile dal punto di vista dell’apprendimento. Ricordate le centinaia di equazioni tutte uguali e scollegate dal resto della matematica. Ecco un esempio di attività scollegata dal contesto, da evitare.

  • trasformare il problema in domande e task: noto il problema e il contesto, è possibile rendere il problema una sequenza di domande a cui rispondere attraverso le attività di problem solving creativo. Senza domande, non sarà possibile attuare il punto successsivo

  • Guardare le domande da un punto di vista diverso, anche attraverso le fasi di brainstorming definite sopra. Gli studenti in questa fase devono essere spinti dal docente ad adottare un approccio di pensiero divergente e proporre delle idee di soluzione

  • Implementare le idee pensate e provare a definire una implementazioen della idea, verificare se l’idea risolve il problema originale, in caso contrario ripensare al percorso di risoluzione per trovare eventuali punti deboli o migliorabili con lo scopo di ottenere una soluzione adeguata del problema.

Il compito del docente

Ma in tutto questo il docente che cosa dovrebbe fare? I suoi compiti sono quelli di facilitatore dei gruppi (l’attività di problem solving creativo viene condotta al meglio in piccoli gruppi ma è possibile anche esplorare soluzioni estreme con tutto il gruppo classe impegnato sullo stesso problema o che ad un singolo studente sia assegnato un singolo problema, nel caso le attività di brainstorming vengono realizzate in gruppi che hanno solo lo scopo di vagliare e indirizzare il percorso del singolo nella soluzione del problema che gli è stato assegnato).

Il docente NON PROPONE IDEE ma:

  • aiuta il gruppo a tenere il focus sul problema assegnato
  • propone tool e strategie per affrontare le varie questioni

Il docente deve inoltre conoscere il dominio del problema e gli strumenti adatti per affrontarlo.

Se interessato a conoscere di più su questo tipo di approccio, non esitare a contattarmi per email: prof.andrea.pollini@gmail.com

Prof. Andrea Pollini
Prof. Andrea Pollini
Docente di Ruolo Informatica (A41) Docente Universitario corso di Sistemi Operativi e Architettura degli Elaboratori

Matematico e Informatico. Ammiro il mondo, penso e immagino un futuro di innovazione. Mi adopero per formare alla creatività e all’imprenditorialità le nuove generazioni. Risolvo problemi complessi per le aziende.